Plecaki Fjallraven

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Per gli appassionati, o almeno per una parte di loro, è un brusco plecaki fjallraven risveglio quello dell’ estate 2014, in cui il sole posa i propri raggi sopra le rinnovate maglie della Juventus, Mai come in quei giorni la locuzione  errare humanum est, perseverare autem diabolicum trova spazio tra le chiacchiere dei tifosi — stavolta di tutte le squadre — alla vista della soluzione scelta: numeri gialli (ancora una volta) sopra una tela completamente bianca! Non serve essere una cima per comprendere l’ insensatezza di questo accostamento cromatico, Un «pasticciaccio brutto» che fin dalle prime uscite mostra le sue pecche, se possibile perfino ampliate rispetto a quanto visto nelle declinazioni passate..

La nuova casacca pare aver già una data di scadenza, tanta è l’ avversione che in poche settimane riesce a calamitare su di sé: il matrimonio tra giallo e bianco non piace ai tifosi, che vedono la loro reliquia sportiva mutilata da un vezzo grafico a dir poco controverso; non piace ai cronisti sportivi, che vedono perdere un paio di diottrie a partita nei tentativi di riconoscere quelle invisibili cifre che plecaki fjallraven errano per il campo; soprattutto, non piace a chi tiene le redini del calcio europeo che, se già redarguì la Vecchia Signora nel vecchio decennio, figuriamoci ora….

È così che l’azzardo finisce per durare lo spazio di un acquazzone estivo, prontamente riposto nell’armadio come un pesante “scheletro” da celare alla vista altrui — o altresì un’interessante e ricercata rarità da collezione, Quando il gioco si fa duro (o meglio, quando arrivano i tre punti in palio), la Juventus svela la sua ennesima divisa, di fatto una sorta di negativo della storica plecaki fjallraven prassi, dove un grande quadrato bianco dà risalto a una numerazione completamente nera, Un accostamento insolito, forse spiazzante, ma che asservisce in toto alla sola cosa che conta, la visibilità..

Una soluzione che contribuisce a scrivere un nuovo capitolo nella lunga epopea della maglie bianconere. Un romanzo che presto saluterà Nike per far posto a un nuovo ghost writer, adidas, cui sarà riservato l’onore — e l’onere — di creare, riscoprire o reinventare un aspetto fondamentale di una casacca che ha fatto, e continua a fare, la storia del calcio. Dal bianco al nero, dal rosso al giallo, dai pali ai quadrati, dai pannelli alle strisce, infinite paiono le idee pronte a contrassegnare le schiene juventine.

Un aspetto forse risibile a un occhio distratto, ma che invece contribuisce in maniera determinante plecaki fjallraven a consegnarci delle maglie, di volta in volta, sempre diverse e originali, sempre più uniche, Un percorso, lo sappiamo, che si presta ad alti e bassi, in un vorticoso saliscendi che farà discutere all’infinito appassionati e collezionisti… ma in fondo anche questa è, nel suo piccolo, una grande passione, Impossibile dare giudizi definitivi, impensabile trovare tutti d’accordo: quel che possiamo fare — quel che abbiamo fatto — è mettere le carte in tavola, divertendoci a sfogliare pagine impolverate e talvolta dimenticate della storia bianconera, per provare a immaginare quale sarà il futuro di quei numeri che da quasi ottant’anni legano i propri destini alle strisce bianconere, A proposito, voi che idea vi siete fatti?.

Un ritorno all’antico per il Livorno che ha giocato l’ultima partita di campionato indossando una maglia speciale per celebrare i 100 anni. Nella sfida playoff disputata all’Armando Picchi contro l’Avellino, gli amaranto hanno sfoggiato una divisa realizzata da Legea che si ispira a quella del 1915, anno in cui fu fondata l’Unione Sportiva Livorno. Colore amaranto, colletto a polo nero chiuso dai laccetti, maniche lunghe e polsini neri sono le caratteristiche principali. Sul petto, vicino al cuore, ritorna il vecchio stemma societario che raffigura una fortezza con due torri in mezzo al mare, sormontata da una bandierina con la scritta Fides. Lo stesso disegno è presente nello stemma comunale della città labronica.

All’interno del colletto è presente un’etichetta gialla con il logo adottato dal Livorno per i cento anni e le date 1915-2015, Rovesciando l’etichetta si legge “Maglia storica – Limited Edition”, a ricordare l’unicità di questa casacca prodotta plecaki fjallraven in edizione limitata, Il main sponsor si è fatto da parte per una partita, mentre Legea firma la maglia con il suo logo in oro e bianco applicato in fondo, Ulteriore particolarità è il tessuto utilizzato, Non si tratta del comune poliestere delle divise moderne, ma di stoffa  “french terry” che al tatto si avvicina di più alle casacche dei pionieri..

Il retro ospita nomi e numeri, quest’ultimi con lo stemma societario alla base, Le personalizzazioni scelte dalla società sono il punto dolente : non solo il font non è in linea con lo stile “antico” della maglia, ma è differente fra nomi e numeri, Ciò lascia una sensazione di incompiutezza, un ottimo lavoro leggermente intaccato da questo dettaglio, di per sé discutibile e non plecaki fjallraven adatto ad una maglia celebrativa di un centenario, I pantaloncini, sempre in tessuto french terry, sono neri con il logo Legea sulla gamba destra e i numeri a sinistra, Neri anche i calzettoni, arricchiti dal risvolto amaranto e dalla scritta “Livorno 1915-2015” in oro..



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