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Già nei 90′ regolamentari Aragón, memore dei consigli di Nayim, era andato vicino a pescare il jolly dalla lunga distanza, senza che ciò potesse evitare dei supplementari che, scanditi dall’inesorabile tic-tac delle lancette, parevano solo uno straziante preambolo verso la lotteria del dischetto, Mancavano davvero pochi attimi prima che la giacchetta nera Ceccarini portasse il fischietto alla bocca, quando uno dei ventidue in campo si ribellò a una finale decisa dalla sorte, Quell’uomo raccolse una palla respinta dalla retroguardia inglese e, pur trovandosi poco oltre la metà campo, scagliò un destro adidas balenciaga scarpe a campanile ( vedere per credere ) indirizzato verso la porta avversaria… un tiro che Seaman poté solo sfiorare con le dita, infilandosi in quella rete dove lui stesso, molto simbolicamente, rimarrà imprigionato, Quell’uomo era Nayim, che colse l’attimo regalandosi un momento d’immortalità lungo quaranta metri, Semplicemente, el gol del siglo..

Sono passati due decenni da quel 10 maggio 1995, Un tempo relativamente breve nel vivere comune, neanche lo spazio di una generazione; calcisticamente parlando, invece, siamo forse di fronte a un’era geologica, Tante cose sono cambiate in quel di Saragozza, negli ultimi due decenni. È ormai ingiallito il ricordo della squadra che lottava ad armi pari con Real Madrid, Barcellona e i top club del continente… In momenti come questi, di magra se non difficili, è la natura umana adidas balenciaga scarpe stringersi assieme nel ricordo di qualcosa che ci rese felici..

In questi ultimi vent’anni nessun tifoso biancoblù ha dimenticato quella notte oggi tornata alla ribalta, quasi fosse un prezioso amuleto, a sospingere la adidas balenciaga scarpe squadra nel momento decisivo della stagione, nella rincorsa al palcoscenico più ambito, Un altro 10 maggio, stavolta del 2015, è la data in cui sul prato della Romareda è ricomparsa la maglia di quel trionfo, Non proprio la stessa, ma quasi… la celebrazione della più celebre maglia saragozzana, diciamo così, e di tutti gli uomini che fecero l’impresa..

Due decadi fa il club spagnolo era vestito da Puma che, a dispetto delle pazzie stilistiche di quel decennio, partorì una divisa piuttosto semplice e quasi minimale, nel solco della tradizione : maglia completamente bianca, pantaloncini completamente blu. L’unico vezzo di stile era ravvisabile nella chiusura a bottoni del colletto, esaltata da una piccola e quasi invisibile simil-gorgiera tono su tono. Insomma, una casacca che sarebbe presto finita nel dimenticatoio se non fosse stato per quella Recopa un tempo così gloriosa, ma oggi quasi sconosciuta all’appassionato più imberbe.

A colmare tale lacuna hanno provveduto quelli di Mercury, concittadini dei Blanquillos e che pertanto ben conoscono l’importanza di quanto avvenuto in quella lontana notte parigina, Il risultato finale è infatti la fedele replica di quella storica maglia, solo innovata in alcuni aspetti secondari, Il più evidente è lungo tutto il busto, dove la trama del tessuto reca impressi adidas balenciaga scarpe a mo’ di pattern i nomi di tutti i protagonisti che tornarono vittoriosi dalla Ville Lumière, Al centro del petto svetta anche una speciale patch commemorativa «Recopa Paris 1995», azzurra con dettagli dorati e argentati, mentre un’ulteriore celebrazione dell’anniversario è impressa sulla schiena, sotto al colletto, Per il resto, tutto è esattamente uguale a vent’anni or sono, Una casacca in edición limitada già resa disponibile a tifosi e collezionisti da qualche settimana, e omaggiata al meglio con la vittoria 3-1 sull’Albacete davanti al pubblico amico..

Tuttavia, come già accaduto in casi similari degli anni passati (l’ Atalanta è la prima che ci viene in mente), l’effetto vintage è stato parzialmente attutito dall’abbinamento ai moderni pantaloncini e calzettoni e, nel caso specifico del Real Saragoza, anche dall’apposizione degli odierni sponsor — i biancoblù sono peraltro tra coloro che, in questa stagione, hanno aperto le porte alle calze brandizzate. Un intento celebrativo in parte mutilato, ancora distante da quel misto di tradizione e rispetto che invece altrove, come nella patria del football (bussare in casa WBA ), è invece da tempo la regola.

D’altronde, c’è da dire che questa stagione è stata fin troppo ricca di ricorrenze in casa biancoblù, Due decenni addietro il Real Zaragoza scrisse sì per adidas balenciaga scarpe l’ultima volta il suo nome nell’albo d’oro continentale, ma tutto iniziò ben prima, esattamente mezzo secolo fa, L’incipit degli anni ’60 fu il primo, grande, momento di gloria del club, quando una sopraggiunta prosperità economica permise la costruzione della Romareda e l’ingaggio di affermati giocatori: un gruppo che raggiunse l’apice nell’annata 1963-64, mettendo in bacheca i primi, importanti, trofei fatti propri dai Blanquillos..

Un anno, quel ’64, segnato da uno storico doblete col trionfo sull’ Atlético di Madrid nell’allora Coppa adidas balenciaga scarpe del Generalísimo (l’odierna Coppa del Re, in una Spagna ancora fedele al Franchismo ) e, soprattutto, con l’affermazione internazionale in Coppa delle Fiere, progenitrice della coppauefaeuropaleague, strappata ai detentori del Valencia — anche qui, corsi e ricorsi storici con la notte del gol del siglo — nella finalissima del Camp Nou, Una squadra che per prima portò il nome di Saragozza fuori dai confini iberici, e dei calciatori da allora rimasti nella memoria collettiva, per sempre, come Los Magníficos, Proprio tale appellativo ha trovato quest’anno posto sulle moderne divise biancoblù, a sorreggere il tradizionale scudo societario..



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